Contatti magnetici: la protezione per porte e finestre

Contatti magnetici: la protezione per porte e finestre 4.30/5 (86.00%) 2 voti

Vivere all’interno di una casa in maniera serena e sicura rappresenta il desiderio di tante persone, soprattutto se riflettiamo sulle statistiche in fatto di furti ed atti vandalici ai danni delle abitazioni, dei locali commerciali, delle aziende, dei luoghi pubblici ecc. Certamente, in questo panorama, bisogna puntare l’attenzione sulle possibili soluzioni per osteggiare al meglio la micro e macro criminalità e rendere gli edifici più sicuri e protetti. In tale contesto risulta importante sapere che generalmente i ladri agiscono nei punti più vulnerabili delle abitazioni, ovvero nelle zone della struttura più esterne ed esposte per entrare, sia che si parli di mini appartamenti in condomini o di ville isolate. Si tratta delle porte e delle finestre, definite anche varchi: sono questi gli accessi solitamente nel mirino dei malviventi, in quanto tali aperture permettono loro di introdursi e compiere i furti. Per questo vanno protette a 360 gradi grazie ai contatti magnetici: si tratta dei dispositivi più diffusi ed economici per realizzare un buon impianto d’allarme.

Tali elementi per la sicurezza sono in commercio da diversi anni, e nel corso del tempo non hanno mai perso terreno in termini di attendibilità nell’individuare l’apertura anomala delle porte e delle finestre. I contatti magnetici si compongono di due magneti; questi ultimi possono essere rettangolari o cilindrici da incassare a scomparsa. Uno dei due magneti va posizionato sulla finestra o sulla porta, mentre l’altro sulla zona fissa della porta o della finestra. Nel momento in cui i due magneti vengono allontanati l’uno dall’altro, ovvero quando viene aperta la porta o la finestra, tale separazione dei due elementi fa partire l’allarme. È proprio questo funzionamento, facile e sicuro a giustificarne l’accessibilità economica. Entrando nel dettaglio, all’interno di questi dispositivi c’è un contatto ferromagnetico dentro una ampolla di vetro denominato Reed. Nel momento in cui ravviciniamo un magnete o una bobina elettrica al reed, il circuito si apre o si chiude, e trasmette un avviso d’allarme direttamente alla centralina. C’è da dire, inoltre, che l’elemento magnetico è resistente alle intemperie, mentre il reed va inserito all’interno di un apposito involucro protettivo; solitamente i contatti magnetici si utilizzano all’interno dell’abitazione.

Una ulteriore applicazione del contatto, anche se sporadica, è quella di montarlo sulla tapparella, mentre l’altro magnete va installato sulla parte fissa dello stipite finestra. In questa maniera, nel momento in cui la tapparella viene sollevata impropriamente, il magnete installato sulla tapparella si distanzia da quello fisso, facendo partire l’allarme. Inoltre, collegandoli in serie, vi è il vantaggio di poter occupare un’unica uscita della centralina, anche se così facendo, in caso di danneggiamento, risulterebbe difficoltoso indicare il contatto magnetico non funzionante. Al contrario, nel caso del collegamento dei sensori in parallelo, ovvero ciascuno ad una uscita della centralina, nell’eventualità di un guasto il contatto magnetico rovinato si potrà facilmente individuare. Concludendo, è fondamentale sottolineare che i contatti magnetici sono degli apparecchi notevolmente economici ed alla portata dei più, con prezzi che cambiano a seconda delle caratteristiche che vi abbiamo delineato sopra e ad altre funzioni importanti come l’anti-sabotaggio.

 

Ti consigliamo di leggere anche questi articoli



Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *