Combinatore telefonico collegato alle Forze dell’Ordine: quando l’allarme non basta

Combinatore telefonico collegato alle Forze dell’Ordine: quando l’allarme non basta 4.60/5 (92.00%) 3 voti

Da un decennio a questa parte, sono molte le persone che scelgono di acquistare degli impianti di antifurto per salvaguardare al meglio le proprie case, oppure le attività commerciali, gli uffici, le aziende, i negozi e quant’altro. Spesso però, possedere un sistema di allarme antifurto ben visibile non è sufficiente a tenere a distanza i ladri e i malintenzionati dalla nostra proprietà. Ed è proprio per sopperire a questa situazione che spesso si rende necessario collegare il proprio sistema di allarme alle Forze dell’Ordine preposte, in grado di intervenire tempestivamente in caso di intrusione. Tale collegamento tra le Forze dell’Ordine e ed il proprio antifurto si realizza tramite l’utilizzo di uno specifico apparecchio, ovvero il Combinatore telefonico: si tratta di un dispositivo che, in caso di effrazione, è in grado di avvertire gli utenti interessati telefonicamente di ciò che sta accadendo ai danni dell’immobile.

Il combinatore telefonico può essere proposto in commercio già incorporato alla centrale del sistema oppure può essere comprato a parte; si può collegare alla linea telefonica PSTN oppure può utilizzare una SIM per Smartphone GSM. L’avviso di chiamata dell’impianto di allarme in caso di effrazione rappresenta una soluzione che può davvero fare la differenza per osteggiare nel migliore dei modi i tentativi di intrusione da parte di ospiti indesiderati. In ciascuna di queste ipotesi, nel momento in cui il sensore attaccato su una porta, su una finestra, su una tapparella o qualunque altro sensore posto all’interno dell’edificio rileva un’irregolarità o una anomalia, scatta l’allarme, ed il combinatore telefonico comincia subito a comporre i numeri di telefono da avvertire.

Inoltre, all’interno del Combinatore, bisogna registrare un messaggio vocale che, in caso di intrusione, verrà mandato ad uno o più numeri di telefono memorizzati precedentemente sul dispositivo stesso. In questo contesto è opportuno salvare sul combinatore telefonico, oltre al proprio numero, anche quello di un parente o di un amico fidato che riesca ad adoperarsi ed intervenire rapidamente nell’eventualità in cui il proprietario dell’abitazione si trovi lontano. Perché la chiamata possa arrivare dal combinatore anche alle Forze dell’Ordine, è indispensabile avanzare una richiesta scritta ufficiale ai Carabinieri o alla Polizia. La domanda per il collegamento del proprio sistema di allarme, non può essere effettuata ad entrambi gli organi di sicurezza, ma soltanto al Comando dei Carabinieri o al Commissariato di Polizia più vicino.

Tale collegamento con i Carabinieri o con la Polizia si effettua in modo facile: basterà riempire un modulo riportando il nome e il cognome del proprietario della casa o del negozio, l’indirizzo dove è collocato l’impianto di antifurto ed il messaggio vocale precedentemente registrato che va ascoltato in caso di segnalazione. È fondamentale scrivere anche nome, cognome ed indirizzo di chi ha in custodia le chiavi dell’abitazione o dell’attività commerciale, nel caso in cui si renda necessario disattivarlo. A tutto ciò va allegata anche la dichiarazione di conformità del sistema di antifurto consegnata dalla ditta che si è adoperata per l’installazione, oppure in alternativa un documento che attesta la presenza effettiva dei diversi requisiti tecnici necessari.  

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